Marino Serri

Il più anziano tra i martiri di Reggio Emilia del 7 luglio 1960, Marino Serri aveva 41 anni.

Nato in una poverissima famiglia contadina e montanara di Casina, era il primo di sei fratelli e sin da bambino si occupava di far pascolare le pecore nelle campagne. A 20 anni era militare, era stato in Jugoslavia.

Successivamente, durante la guerra, era un partigiano della 76° brigata SAP. Abitava a Rondinara di Scandiano, con la moglie Clotilde e i suoi figli.

Il 7 luglio 1960 si trova nei pressi della chiesa di San Francesco e, affacciato all’angolo dell’edificio, verso le poste, vede cadere un ragazzo colpito da una raffica (probabilmente Lauro Farioli).

Lo sgomento è tale da indurlo a gridare disperatamente verso la polizia: “Vigliacchi, assassini!”. A quel punto anche lui viene investito da una raffica di mitra e muore.

Un testimone dirà successivamente, ricordando le condizioni del povero Marino, in dialetto reggiano: “al per un colabrod” (sembra un colabrodo).

Le urla di Marino Serri e probabilmente la successiva raffica mortale sono state registrate in un famoso audio che documenta i fatti del 7 luglio.

Fonti:
http://www.reti-invisibili.net/reggioemilia/
La rivolta di Genova, gli scontri di Porta San Paolo, la strage di Reggio Emilia (1960)
Periodico ANPI Provinciale di Reggio Emilia, giugno-luglio 2010
Periodico ANPI Provinciale di Reggio Emilia, giugno-luglio 2014

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