Ovidio Franchi

È il più giovane tra i caduti di quella giornata. Era già un lavoratore, operaio come il padre; si distingueva anche per il suo impegno in politica: era comunista, segretario FGCI della sezione “Cirenaica”.

Aveva 19 anni e si era recato in manifestazione, accompagnato dal fratello minore Silvano. Come molti giovani, decise di partecipare spontaneamente alla manifestazione.

Animato da un antifascismo attuale, sorto dall’instaurazione del governo Tambroni e dalle proteste che ne erano seguite, si recò in piazza prima dei genitori.

Quando il padre si presentò alla manifestazione, Ovidio era già stato ferito mortalmente. Fu la terza vittima della polizia. Prima fu colpito da un proiettile all’addome.

Ferito cercava di tenersi su, aggrappandosi a una serranda. Un altro, ferito lievemente, lo voleva aiutare, Poi è arrivato uno in divisa e ha sparato a tutti e due.

Il fratello Silvano, sopravvissuto alla strage, racconta in questa intervista i fatti e il dolore della famiglia per la perdita di suo fratello.

I famigliari si recheranno alle udienze del processo a Milano ogni domenica, senza però ottenere mai giustizia per la strage di stato che ha portato via Ovidio Franchi.

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