L’arte e il 7 luglio: le tante opere in ricordo dei Martiri di Reggio Emilia

Il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia muoiono per mano di alcuni agenti delle forze dell’ordine, cinque compagni operai, tra cui alcuni ex partigiani. I loro nomi sono Afro Tondelli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Lauro Farioli e Marino Serri. Nomi ben impressi nella memoria dei reggiani così come lo sono i fatti tragici avvenuti in un clima politico di ispirazione fascista che contraddistinse l’Italia sotto il governo Tambroni.

Nel tener vivi gli avvenimenti e la memoria relativi a questa orrenda strage, le commemorazioni cittadine che ogni anno si svolgono sono atto imprescindibile, ma altresì importante nel corso del tempo è stato il contributo di musica, letteratura, cinema e arte.

Fausto Amodei
Fausto Amodei

A partire dalla famosa canzone Per i morti di Reggio Emilia di Fausto Amodei, scritta nel 1960, che è parte fondamentale del repertorio di molti reggiani, l’inno ai cinque uccisi e a chi con loro ha sacrificato la propria vita per la liberazione dal nemico fascista. Tramandata di generazione in generazione, è stata reinterpretata da tanti artisti come Milva, gli Stormy Six, i Modena City Ramblers, fino al gruppo reggiano I giardini di Mirò, che con la loro “Bufera” riprendono la versione originale e la propongono nell’album “Materiali resistenti” del 2010 dove, insieme ad altre figure della musica attuale, rivisitano argomenti di liberazione e resistenza.

In letteratura poi è il romanzo di Paolo Nori dal titolo Noi la farem vendetta che, pubblicato nel 2006, racconta i fatti, le esperienze e le testimonianze di quel tragico 7 luglio attraverso documentazioni dell’autore che, nell’ultimo capitolo, riprende il film “Vento di luglio” curato da Paolo Bonacini. In questo lungometraggio, i fatti sono rievocati direttamente dalle testimonianze, dai ricordi e le forti emozioni dei parenti delle vittime e di chi era presente in piazza.

 

Nico Guidetti
Nico Guidetti

Un altro documentario degno di nota è sicuramente “Nervi dei nostri nervi”, composizione di più momenti della realtà reggiana aventi come punto di partenza e filo conduttore la strage del 7 luglio. Composto da due dvd, nel primo troviamo due documenti. Il primo si intitola “Note a margine: appunti per un film sul 7 luglio” di Nico Guidetti da un’idea di Luciano Berselli, raccoglie la testimonianza di tre reggiani: un educatore politicamente attivo sul territorio reggiano, un operaio immigrato che nella sua azienda si fa portavoce sindacale e una donna, la nipote di Lauro Farioli, Jessica, che parla del nonno caduto come qualcuno che fatica ad accettare ciò che è successo sessant’anni fa. Il secondo contributo, sempre di Nico Guidetti, è “Son morti sui vent’anni. 7 luglio (1960/2010)” dove si ripercorrono le celebrazioni vivissime a nel cinquantesimo anniversario dell’eccidio. Nel secondo dvd il protagonista è Paolo Nori con la lettura del suo “Noi la farem vendetta”.

 

La Stele
La Stele

Infine le opere artistiche che commemorano e onorano i caduti sono: la Stele, monumento dello scultore reggiano Giacomo Fontanesi, che si trova a Reggio Emilia, appunto in piazza Martiri del 7 luglio, e due tele.

Il dipinto di Medardo Saccani, che raffigura piazza della Libertà, successivamente rinominata in piazza Martiri del 7 luglio, nel momento degli scontri tra la polizia e i civili; il secondo importante e suggestivo dipinto è quello di Nani Tedeschi dove una persona stesa a terra senza vita, tiene in mano un fazzoletto rosso simbolo delle brigate partigiane organizzate dal Partito Comunista Italiano che qui sembra rappresentare l’innocente sangue versato.

 

 

E’ fuori dubbio che i contributi dal mondo delle arti abbiano fatto sì che la tragedia di quel 7 luglio 1960 non solo non venisse dimenticata, ma anzi rafforzata e tramandata attraverso il racconto per immagini, emozioni, parole. Una strage che non si può né si deve dimenticare.

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