Il ricordo dei Martiri di Reggio Emilia

Negli anni scorsi, abbiamo sempre dedicato una commemorazione alle vittime di Reggio Emilia del 7 luglio 1960, non solo per ricordare il sacrificio di questi 5 uomini, ma anche per tenere aperta la questione della giustizia e della libertà, in un’epoca storica in cui queste cose sono spesso messe in discussione.

I Martiri del 5 luglio e la Stele commemorativa
I Martiri del 5 luglio e la Stele commemorativa

Le giornate si sono sempre svolte con la presenza al cimitero a deporre i fiori sulle tombe dei caduti e poi con un nostro corteo tutto rosso lungo le vie del centro, a confluire nella manifestazione ufficiale delle istituzioni. Al pomeriggio abbiamo organizzato diversi dibattiti, ultimo in ordine di tempo quello dell’anno scorso al Centro Sociale Foscato, alla presenza di tanti giovanissimi compagni, insieme ai parenti delle vittime e ad un rappresentante dell’Anpi.

Lo scorso anno era presente anche lo storico comunista Massimo Recchioni, che ha ricostruito un rigoroso quadro storico-politico di quei drammatici fatti ed insieme al quale abbiamo avanzato la proposta di lavorare per favorire la riapertura del processo che finalmente accerti le responsabilità politiche di quella strage.

Il senso dell’antifascismo oggi è avere rispetto della storia e della verità storica, pertanto va sgomberato il campo dalle narrazioni di comodo e dal revisionismo, tanto di destra come di sinistra, col chiaro tentativo di banalizzare e uniformare i fatti del 7 luglio 1960, screditando il decisivo ruolo ed il sacrificio dei comunisti nel difendere con la vita la democrazia in quei giorni drammatici .

Allora va detto con chiarezza che i cinque caduti reggiani erano tutti comunisti, tre di loro erano stati partigiani, viceversa quella che si racconta è una storia parziale e quindi falsa, allo stesso modo di quella che i fascisti da anni vorrebbero sovvertire.

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